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Ciò che conta è il riflesso

I miei genitori non mi guardavano mai negli occhi. Gli occhi sono lo specchio dell'anima, dicono, ma c'era un solo tipo di specchio che mamma e papà amavano – quello tradizionale. Qualsiasi superficie riflettente andava bene per loro, per questo casa nostra era piena di specchi – specchi interi, specchi al muro, specchi rotondi, ovali e quadrati, con e senza cornice – e pagavano i domestici fior di quattrini perché facessero splendere ogni oggetto della nostra casa.

Vivevamo in quella che io chiamavo “serra”, perché era quasi interamente fatta di vetro, una villetta a tre piani con piscina e vista su un lussureggiante giardino di cui si occupava qualcun altro. Non avevamo animali, né io avevo fratelli. Eravamo io, mamma, papà e gli specchi.

I miei erano sempre impeccabili: la mamma si vestiva solo di verde per mettere in risalto i capelli, rossi come il vino e tanto morbidi da sembrare liquidi; papà metteva sempre la cravatta e dovunque andasse spargeva il suo profumo pungente e…

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